Notice: Function _load_textdomain_just_in_time was called incorrectly. Translation loading for the acf domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/abusivoi/studioadelaide.abusivo.it/wp-includes/functions.php on line 6131
Indietro tutta! La regressione nei bambini – Studio Adelaide

Indietro tutta! La regressione nei bambini

Indietro tutta! La regressione nei bambini

“Indietro tutta!”

Se si osserva la crescita di un bimbo si rimane spesso stupiti per l’incredibile e continuo cambiamento a cui è sottoposto. Ogni giorno si assiste ad una nuova scoperta e ad innumerevoli piccoli passi in avanti che lo portano nella direzione di un crescente sviluppo emotivo, fisico e relazionale.

Tuttavia a volte questo rapido procedere sembra avere degli arresti e il bambino di colpo sembra tornare alcuni passi indietro e non essere più in grado di fare cose che fino a poco tempo prima padroneggiava con cura.

Queste regressioni possono verificarsi in diverse condizioni. In taluni casi sono associate a cambiamenti importanti nella vita di tutti i giorni come ad esempio: un lutto, la separazione dei genitori, l’arrivo di un fratellino, una malattia, l’inizio dell’asilo, l’allontanamento temporaneo di una figura di riferimento ecc. In altri casi, più difficili da osservare, sono quasi sempre conseguenti a momenti i cui il bambino ha compiuto passi evolutivi e di crescita come ad esempio: gattonare, camminare, parlare, indicare, mangiare pappe solide ecc.

Proviamo insieme a concentrarci su questi ultimi perchè ,come mamma, penso che siano quelli più difficili da capire e a volte anche da accettare, proprio perché non esiste una causa scatenante a cui rivolgersi per riuscire a darsi una spiegazione.

Ogni balzo di crescita, emotivo, psichico o fisico genera nel bambino sensazioni contrastanti. Da un lato l’eccitazione e la curiosità per ciò che si è appreso di nuovo, che spinge nella direzione del ripetere fino allo sfinimento quel gesto, quel gioco, quel comportamento, dall’altro la paura di crescere e di diventare sempre più indipendenti dalla mamma e dal papà, che porta a rallentare e ad avere timore. Insomma iniziare a muoversi da soli nel mondo è sia un’incredibile scoperta che qualcosa che genera molteplici paure.

E proprio questo contrasto di emozioni che spinge il bambino a rivolgersi nuovamente ai suoi genitori, regredendo lievemente. Ciò gli permette di sentirsi nuovamente accolto e sostenuto, di testare che i genitori sono ben presenti e di verificare che ciò che ha imparato non è così pericoloso e sconosciuto.

Per un genitore di solito questi passi indietro appaiono un po’ faticosi e a volte sconcertanti, proprio perché non c’è nessuna causa apparente a cui appigliarsi. Per non parlare del fatto che a volte se la regressione riguarda l’apprendimento di nuove competenze, la frustrazione per i passi indietro di un figlio è tangibile.

Ma proviamo a vedere insieme i lati positivi e le utilità di questi momenti regressivi:

  • Se il bambino si può concedere questi “come back” allora probabilmente il genitore è stato fino ad ora un buon genitore. Per poter regredire bisogna sapere di potersi affidare all’altro e di poter contare sul suo sostegno in ogni momento.
  • Ogni passo indietro è necessario per fissare e rendere stabile ogni balzo di crescita. Regredire non è disimparare ma, anzi, imparare con maggior solidità.
  • Concedersi di “dipendere” ed appoggiarsi ai genitori prima di un passo importante di crescita rinforza e non sminuisce la propria percezione del sé e la propria autostima.
  • Quel piccolo bisogno di dipendenza e accoglimento, con tutta probabilità, permetterà al bimbo di fare molti passi nella direzione dell’autoefficacia e dell’indipendenza.

Quindi cosa è importante che un genitore faccia ogni volta che si trova ad affrontare le regressioni del figlio?

  • Pensare che non sarà per sempre…con tutta probabilità invece durerà poco tempo e porterà grandi soddisfazioni.
  • Non pensare che il proprio figlio “rimane indietro o semplicemente non ce la fa” …perché se vostro figlio si permette di regredire sta crescendo nel migliore dei modi.
  • Ricordarsi che la vera indipendenza ed autoefficacia passa dall’accettazione del proprio bisogno dell’altro e dal giusto equilibrio tra accudire e lasciar andare.
  • Non attribuire a sé stessi e al proprio ruolo di genitore i piccoli passi indietro del proprio bambino, e di conseguenza non sentirsi inadeguati. Come ho già detto, se un figlio può concedersi di regredire il genitore sta facendo già un gran bel lavoro!
  • Se le regressioni riguardano il sonno e il cibo…respirate profondamente, concedetevi di sentire rabbia e frustrazione… perché è dura, lo so…ma alla fine, seppur con molte rughe ed occhiaie in più sul volto…ne sarà valsa la pena!